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La repubblica dei brocchi. Il declino della classe dirigente italiana

Sergio Rizzo - Feltrinelli

Una galleria di ritratti della classe dirigente italiana allestita con severità e una buona dose di sarcasmo

"Il deperimento delle nostre élite è generale. Niente e nessuno si è salvato dal lento processo di decomposizione. Non la politica. Né le grandi burocrazie pubbliche. Ma neppure magistrati, manager pubblici e privati, professori. Non ha risparmiato il sindacato, la finanza, i professionisti di ogni ordine e grado. Né poteva risparmiare la stampa e l'informazione."

Sergio Rizzo, uno degli autori de La casta, ha perso la pazienza - ma non il senso del ridicolo - e in questo libro lancia il suo atto d'accusa contro tutta la classe dirigente italiana: "Eravamo un paese che aveva fame di crescere: adesso siamo la Repubblica dei brocchi". Perché al di là della questione morale, al di là dei reati e del dolo, al di là degli interessi privati che si fanno atti pubblici, la questione cruciale è che la nostra classe dirigente semplicemente non è al livello di quella degli altri paesi sviluppati. I brocchi non vogliono migliorare, riformare, far avanzare il paese: vogliono che tutto resti com'è per sempre, per godersi le proprie rendite di posizione. Ai brocchi non interessa quello che fanno gli altri, le soluzioni nuove ai problemi vecchi: per loro i problemi sono eterni e irrisolvibili. I brocchi non credono nella meritocrazia (se non a parole) e hanno una nutrita discendenza da piazzare, spesso composta di brocchi ancora peggiori.

La libertà verticale. Come affrontare il declino di un modello sociale

La libertà verticale. Come affrontare il declino di un modello sociale
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Onofrio Romano

Malgrado tale visione appaia del tutto incapace di affrontare le sfide del presente. Onofrio Romano dimostra la necessità di recuperare una dimensione "verticale", comunitaria, della politica e del legame sociale, in cui libertà non significhi lotta individuale per la sopravvivenza.

Per la prima volta nella storia della modernità, la società sta cambiando più in fretta del pensiero che dovrebbe comprenderla (e criticarla). Finora, a fronte delle crisi ricorrenti, la teoria sociale è sempre riuscita a indicare delle vie di uscita. Oggi, pur in presenza di una crisi dagli effetti sociali devastanti, non emergono modelli di regolazione alternativi a quello esistente. Il pensiero non riesce a emanciparsi dalla visione "orizzontalista" che permea di sé il mondo neol
Come domare gli ‘spiriti animali’ del capitalismo?
Per inciso, va segnalato che, in questa parte del suo lavoro, Onofrio Romano evita di assumere un punto di vista valoriale, ideologico, nei confronti dei fenomeni e dei discorsi che analizza: sotto la categoria di verticalismo ricadono tanto i regimi comunisti e fascisti, quanto la società del New Deal rooseveltiano e i regimi welfaristi delle democrazie occidentali del trentennio dorato postbellico, accomunati dall’obiettivo di garantire elevati livelli di occupazione, nonché dignitosi livelli di reddito e assistenza sociale alle classi subalterne, mantenendo una forte pressione fiscale nei confronti degli strati medioalti della società e limitando significativamente i margini di manovra della proprietà e dell’impresa privata.

 

The Satanic Verses

The Satanic Verses
di Salman Rushdie

Just before dawn one winter’s morning, a hijacked aeroplane blows apart high above the English Channel and two figures tumble, clutched in an embrace, towards the sea: Gibreel Farishta, India’s legendary movie star, and Saladin Chamcha, the man of a thousand voices.

Washed up, alive, on an English beach, their survival is a miracle. But there is a price to pay. Gibreel and Saladin have been chosen as opponents in the eternal wrestling match between Good and Evil. But chosen by whom? And which is which? And what will be the outcome of their final confrontation?

 

Laudato Si'
The Encyclical of Pope Francis

on the Environment with Commentary by Sean McDonagh (Ecology & Justice)

by Pope Francis (Author), Sean McDonagh (Author)

Laudato Si’, Pope Francis’s historic encyclical on the environment, was issued in 2015. As the first encyclical devoted entirely to the environment and related social justice issues, it represented a watershed in the church’s engagement with such urgent challenges as climate change, environmental degradation, and the fate of the poor. This volume joins the full text of Laudato Si’ with reflections by Sean McDonagh, one of the foremost Catholic proponents of ecological awareness. Aside from reviewing the history of Catholic teaching and the environment, he elaborates on several of the specific themes in the encyclical―climate change, biodiversity, water scarcity, the threats to the ocean, and the crisis of food. He concludes with prescriptions about what must be done to turn the pope’s vision into a program of effective action. Each of us has a role to play. As Pope Francis observes, “All it takes is one good person to restore hope.”

 

Bad Blood: Secrets and Lies in a Silicon Valley
by John Carreyrou (Author)

The full inside story of the breathtaking rise and shocking collapse of Theranos, the multibillion-dollar biotech startup, by the prize-winning journalist who first broke the story and pursued it to the end, despite pressure from its charismatic CEO and threats by her lawyers.

In 2014, Theranos founder and CEO Elizabeth Holmes was widely seen as the female Steve Jobs: a brilliant Stanford dropout whose startup "unicorn" promised to revolutionize the medical industry with a machine that would make blood testing significantly faster and easier. Backed by investors such as Larry Ellison and Tim Draper, Theranos sold shares in a fundraising round that valued the company at more than $9 billion, putting Holmes's worth at an estimated $4.7 billion. There was just one problem: The technology didn't work.

In Bad Blood, John Carreyrou tells the riveting story of the biggest corporate fraud since Enron, a tale of ambition and hubris set amid the bold promises of Silicon Valley.

Now to be adapted into a film, with Jennifer Lawrence to star.

 

Detto tra noi

Detto tra noi


by Alessandro Del Piero

Mi sono ritrovato lì, in campo, a combattere contro me stesso allontanando il pensiero che fosse finita, che non avrei più giocato in quello stadio e con quella maglia. Nessuno, me per primo, si era ancora reso conto che quel momento potesse arrivare davvero. I titoli di coda del film del quale ero il protagonista stavano per scorrere e io non avevo idea di come sarebbe stata l'ultima scena. Sapevo soltanto che la partita contro l'Atalanta doveva essere una festa, e una festa è stata. Questa contraddizione tra i due opposti - l'euforia per il trionfo e la tristezza per l'addio - è stata forse la chiave della straordinarietà di quel finale. In quella partita ho anche fatto gol, volevo farlo. E l'unica cosa che, in qualche modo, ero riuscito a mettere in conto, che avevo programmato. E mi è andata bene. Da quel momento in poi è successo qualcosa di unico, inedito e irripetibile, come solo ciò che è improvvisato, spontaneo e naturale sa essere. Ho trovato, ripensandoci, delle similitudini forti tra quanto è accaduto quel giorno e il mio modo di giocare nei tanti anni trascorsi correndo dietro a un pallone. Le cose migliori sono sempre arrivate quando la genuinità, l'istinto e la mia libertà hanno preso il sopravvento sulla dimensione razionale, pur sempre presente (a volte anche troppo). Il modo in cui si è materializzata quella spremuta di cuori, allo Stadium, mi ha davvero ricordato quando, nelle tante battaglie con la maglia della Juve, il senso del gioco che avevo dentro mi guidava oltre ciò che prima potevo soltanto immaginare ma che poi, magicamente, si concretizzava su quel prato verde. Ecco, la gente mi ha restituito questo, con la stessa naturalezza e la stessa empatia, come se la mia dimensione calcistica si fosse quasi trasformata in un sentimento condiviso. Io mi sforzavo di continuare a pensare al cerimoniale per la celebrazione dello scudetto, alla consegna del trofeo che avevo tanto sognato di sollevare ancora una volta, l'ultima volta. Ma i tifosi no, loro volevano altro. Volevano un momento tutto per noi. Solo loro e io: il resto non doveva contare più nulla. C'erano soltanto la mia storia e tutti noi che l'abbiamo vissuta insieme". Il 13 maggio del 2012 il pianeta Calcio si è fermato per celebrare uno dei suoi più grandi campioni: Alessandro Del Piero. Quello struggente, clamoroso e poetico addio si è trasformato in un bellissimo "arrivederci" a tutte le persone capaci di riconoscere nella parabola sportiva e umana dell'ex capitano juventino i tratti del fuoriclasse assoluto, in campo e fuori dal campo. Ora, dopo le fantastiche esperienze come ambassador in Australia e in India, in questo dialogo social con i suoi fan, Del Piero svela passato, presente e futuro, confermando che la sua passione per il calcio è rimasta come quella di un bambino: perché certi amori non finiscono mai.

 

Goodbye Mr socialism
by Antonio Negri

pubblicato da Feltrinelli

Qual è la nuova agenda della trasformazione politica, dopo la fine del modello socialdemocratico, l'implosione dei cosiddetti "paesi socialisti" e l'arrembante globalizzazione? In quali condizioni di salute si trovano le diverse e plurime sinistre mondiali? Per cercare di rispondervi, uno dei più importanti filosofi del pensiero occidentale ripercorre con occhio critico tutte le fasi cruciali che la sinistra si è trovata ad affrontare a partire dal crollo della Cortina di ferro nel 1989: dalla nascita imprevista e sorprendente dello zapatismo all'apparire tumultuoso dei movimenti alterglobalisti, dagli straordinari scioperi anticipatori di Parigi del 1995 alla comparsa in tutta Europa del precariato come nuova forma diffusa del lavoro. "Goodbye Mr Socialism", quindi. Il vecchio modello redistributivo è stato travolto definitivamente dai flutti della storia. Ora si tratta di andare alla ricerca di nuovi modelli e prototipi mentali che possano ridisegnare la via della trasformazione sociale. Il risultato di questa analisi impietosa è però sorprendente. Oggi più che mai vi è spazio di azione per i movimenti dal basso. Perché il potere è strutturalmente diviso, e se pure esso afferma a parole una sovranità assoluta, nella realtà esso si trova continuamente a mercanteggiare lo spazio di azione e di esercizio della sovranità stessa con le spinte centrifughe che nascono nella società. La conclusione è che la trasformazione è ancora possibile, oggi più che mai.

 

Occidente senza utopie
di Massimo Cacciari, Paolo Prodi

Editore: Il Mulino

Descrizione del libro

Profezia e utopia, due categorie fondanti dello sviluppo dell'Occidente moderno. La tensione dialettica che le ha caratterizzate nel corso dei secoli e il dualismo istituzionale che si è creato tra potere religioso e potere politico hanno permesso all'Occidente la conquista delle sue libertà, dallo stato di diritto alla stessa democrazia. Oggi, sbiadito ormai ogni progetto utopico, il declino dell'Europa non può essere letto solo come corruzione delle regole e delle istituzioni, ma come conseguenza di una crisi di civiltà.

Occidente senza utopie di Cacciari Prodi è un libro che ragiona sul significato del termine occidente e su come esso possa essere declinato. Gli ordini politici che abbiamo ereditato dal passato sono in crisi. Questo è il grande segno della nostra epoca, ben prima anche della caduta del muro di Berlino, ben prima dell’89, ben prima di anni meravigliosi che hanno determinato visivamente lo sconquasso di un precedente ordine mondiale. Il grande spirito europeo e tutto quello occidentale sono in crisi evidente almeno a partire dalla fine della seconda guerra mondiale e nell’ultimo decennio quando i processi di globalizzazione hanno assunto con la caduta del muro, con la fine dell’impero sovietico, un ritmo direi addirittura violento e questa crisi si è finalmente palesata agli occhi di tutti. Tutti oggi parlano di crisi dello stato nazionale. Ma cosa subentrerà al posto di questa sovranità politica? Cosa subentra culturalmente al nazionalismo? Occidente senza utopie ragiona sul significato dello stato e sulle dinamiche che si instaurano nella società e tra i cittadini. Che cosa vuol dire essere occidentali? Siamo sicuri che abbia tutt’ora una sua connotazione ben precisa o deriva da un ridente passato? La sovranità statale, per gli autori di questo illuminante saggio, avrà ancora una lunga vita. Sembra però indubitabile che la sovranità statale non possa essere più letta e interpretata con quella forza, con quella energia in grado di conferire un ordine agli equilibri politici del pianeta. Bisogna allora trovare una valida alternativa.

 

The Metamorphosis of the World
The Metamorphosis of the World: How Climate Change is Transforming Our Concept of the World
by Ulrich Beck (Author) by Ulrich Beck |

We live in a world that is increasingly difficult to understand. It is not just changing: it is metamorphosing. Change implies that some things change but other things remain the same capitalism changes, but some aspects of capitalism remain as they always were. Metamorphosis implies a much more radical transformation in which the old certainties of modern society are falling away and something quite new is emerging. To grasp this metamorphosis of the world it is necessary to explore the new beginnings, to focus on what is emerging from the old and seek to grasp future structures and norms in the turmoil of the present. Take climate change: much of the debate about climate change has focused on whether or not it is really happening, and if it is, what we can do to stop or contain it. But this emphasis on solutions blinds us to the fact that climate change is an agent of metamorphosis. It has already altered our way of being in the world the way we live in the world, think about the world and seek to act upon the world through our actions and politics. Rising sea levels are creating new landscapes of inequality drawing new world maps whose key lines are not traditional boundaries between nation-states but elevations above sea level. It is creating an entirely different way of conceptualizing the world and our chances of survival within it. The theory of metamorphosis goes beyond theory of world risk society: it is not about the negative side effects of goods but the positive side effects of bads. They produce normative horizons of common goods and propel us beyond the national frame towards a cosmopolitan outlook.

 

God's Bankers
God's Bankers: A History of Money and Power at the Vatican
by Gerald Posner (Author)

From a master chronicler of legal and financial misconduct, a magnificent investigation nine years in the making, this book traces the political intrigue and inner workings of the Catholic Church. Decidedly not about faith, belief in God, or religious doctrine, this book is about the church's accumulation of wealth and its byzantine entanglements with financial markets across the world. Told through 200 years of prelates, bishops, cardinals, and the Popes who oversee it all, Gerald Posner uncovers an eyebrow-raising account of money and power in perhaps the most influential organization in the history of the world.

God's Bankershas it all: a rare exposé and an astounding saga marked by poisoned business titans, murdered prosecutors, mysterious deaths of private investigators, and questionable suicides; a carnival of characters from Popes and cardinals, financiers and mobsters, kings and prime ministers; and a set of moral and political circumstances that clarify not only the church's aims and ambitions, but reflect the larger dilemmas of the world's more recent history. And Posner even looks to the future to surmise if Pope Frances can succeed where all his predecessors failed: to overcome the resistance to change in the Vatican's Machiavellian inner court and to rein in the excesses of its seemingly uncontrollable financial quagmire. Part thriller, part financial tell-all, this book shows with extraordinary precision how the Vatican has evolved from a foundation of faith to a corporation of extreme wealth and power.

 

Why Are We Waiting?
The Logic, Urgency, and Promise of Tackling Climate Change
by Nicholas Stern (Author), Jonathan Shear (Author)

An urgent case for climate change action that forcefully sets out, in economic, ethical, and political terms, the dangers of delay and the benefits of action. The risks of climate change are potentially immense. The benefits of taking action are also clear: we can see that economic development, reduced emissions, and creative adaptation go hand in hand. A committed and strong low-carbon transition could trigger a new wave of economic and technological transformation and investment, a new era of global and sustainable prosperity. Why, then, are we waiting? In this book, Nicholas Stern explains why, notwithstanding the great attractions of a new path, it has been so difficult to tackle climate change effectively. He makes a compelling case for climate action now and sets out the forms that action should take. Stern argues that the risks and costs of climate change are worse than estimated in the landmark Stern Review in 2006-and far worse than implied by standard economic models. He reminds us that we have a choice. We can rely on past technologies, methods, and institutions-or we can embrace change, innovation, and international collaboration. The first might bring us some short-term growth but would lead eventually to chaos, conflict, and destruction. The second could bring about better lives for all and growth that is sustainable over the long term, and help win the battle against worldwide poverty. The science warns of the dangers of neglect; the economics and technology show what we can do and the great benefits that will follow; an examination of the ethics points strongly to a moral imperative for action. Why are we waiting?

 

AMIANTO. UNA STORIA OPERAIA
ALBERTO PRUNETTi
Casa Editrice: Edizioni Alegre
Collana: Scritture Resistenti

Amianto. Una storia operaia [Edizioni Alegre]

Renato è un operaio cresciuto nel dopoguerra che ha iniziato a lavorare a quattordici anni. Un lavoratore che scioglie elettrodi in mille scintille di fuoco a pochi passi da gigantesche cisterne di petrolio. Un uomo che respira zinco, piombo e buona parte della tavola degli elementi di Mendeleev, fino a quando una fibra d'amianto trova la strada verso il torace. L'autore del libro è il figlio di Renato. Vive la sua infanzia tra il calcio di strada davanti all'Ilva dimenticata di Follonica e le risse sull'Aurelia, per poi passare dalle certezze del lavoro manuale del padre alla precarietà dei lavori cognitivi. Ricostruisce la storia lavorativa di Renato lottando in tribunale per il riconoscimento dell'amianto come causa della sua morte. E scopre di esser stato concepito nel luogo simbolo delle morti per la polvere bianca: Casale Monferrato. Una storia terribile, raccontata mescolando ricordi e documenti, misurando brillantemente le emozioni, con una voce narrativa vivissima, arricchita da divertenti espressioni dialettali. Esperimento di "oggetto narrativo non identificato" è il primo volume di una trilogia working class in corso d'opera. Questa nuova edizione, con un capitolo aggiuntivo, si chiude con un dialogo a tre tra l'autore, Wu Ming 1 e Girolamo De Michele, precari della conoscenza accomunati dall'essere "figli della classe operaia".

 

I padroni della finanza mondiale
Lo strapotere che ci minaccia
Pino Arlacchi
chiarelettere -

Ecco la minaccia più grave che incombe sul pianeta: l'attuale sistema finanziario ultraglobalizzato, che deprime la crescita economica, aumenta la disuguaglianza, impoverisce la gente, e diffonde insicurezza e paura del futuro. Sono quasi cinquant'anni che il capitalismo dei mercati finanziari ha preso il potere in Occidente. La sua ideologia è il neoliberismo, un pensiero unico che prevale nel mondo accademico, nella società civile e nella politica, a destra come a sinistra. L'Unione europea ne è diretta espressione e la superburocrazia che la governa in condizioni di pesante deficit democratico agisce con la complicità dei media, per lo píù allineati a questo strapotere. Ma i padroni del mondo attuale non sono inamovibili. Come spiega Arlacchi, sono in campo contromovimenti che li combattono. L'economia sociale di mercato della Cina e dell'Asia orientale già contrasta la deriva neoliberista. E stanno inoltre emergendo formazioni di riformatori, conservatori, fascisti, socialisti e populisti prodotte da un grande scontento verso il mercato che mobilita tutti, da Corbyn a Trump a Le Pen. È questo il dato nuovo. All'orizzonte ci sono il declino dell'Occidente dominato dal capitale finanziario, il tramonto incruento della tutela americana e un ordine mondiale multipolare più pacifico e progressivo.

 

La prophétie de John Lennon
De Louis-Henri de La Rochefoucauld,

L’auteur met en scène «un jeune homme moderne, artiste mystique, sorte de croisé armé d’un synthétiseur» qui se retrouve cinquante années après la prophétie de Lennon, dans une interview en mars 1966: «Aujourd’hui, nous sommes plus populaires que Jésus. J’ignore ce qui disparaîtra en premier, le rock’n’roll ou le christianisme.» Cinquante ans plus tard, donc, Louis-Henri de La Rochefoucaud écrit ce roman, entre récit faussement initiatique et reportage dans le monde musical. L’auteur est lui-même critique musical pour le magazine Technikart, et littéraire pour le magazine à Lire. Le romancier a déjà publié La Révolution française (Gallimard, 2013) et Le Club des vieux garçons (Stock, 2017).

 

L' ultimo sapiens.
Viaggio al termine della nostra specie
By Gianfranco Pacchioni

«Cosa siamo dunque? E cosa stiamo diventando? Sono le domande alle quali Pacchioni cerca di rispondere con l'aiuto di Levi e di un approccio che, proprio perché scevro da tentazioni catastofiste, risulta tanto realistico quando inquietante» - Marco Bracconi, Robinson

Immaginiamo un futuro in cui sapiens supertecnologici controlleranno, con le loro intelligenze aumentate, il mondo; mentre altri sapiens desueti, saranno relegati a un ruolo marginale. Uno scenario solo fantascientifico? Oggi l’intelligenza artificiale, le neuroscienze, le nanotecnologie, la genetica modificano in modo sempre più vertiginoso il rapporto tra l’uomo e la natura. Nella storia dell’umanità sta succedendo qualcosa che potrebbe anche portare alla fine di Homo sapiens. Intrecciato ai racconti fantastici di Primo Levi ecco dipanarsi in queste pagine un altro racconto, tanto avvincente e ironico quanto inquietante: quello del nuovo ecosistema - mai visto prima – in cui vivranno i nostri discendenti. Saremo in grado di fermarci a tempo nella nostra corsa col turbocompressore verso le Colonne d’Ercole, come si chiedeva Primo Levi? Homo faber fortunae suae, dicevano i latini, l’uomo è artefice della propria sorte. Non ci resta che scoprire quale.

 

Il paradiso dei ricchi.

Il paradiso dei ricchi.
di leo Sisti

Chiarelettere

Così l'Europa dell'austerità difende gli interessi di milionari e multinazionali. Storie, documenti, testimonianze inedite

Grazie a clamorosi scoop giornalistici, al coraggio di chi ha diffuso documenti riservati rimediando multe e condanne, finalmente è stato scoperchiato il bluff delle tasse e della finta concorrenza fiscale. Questa inchiesta apre la scatola nera dell'Europa unita, racconta le ragioni di un grande inganno ripercorrendo con chiarezza e passione anche storie del passato recente. Austerità, sanzioni, migranti da cacciare, frontiere da chiudere. È in corso un dibattito violento sull'Europa, troppo spesso ideologico, pericoloso. Questo libro prova a spostare l'attenzione a partire da documenti rivelatori che raccontano il trattamento fiscale di favore ricevuto da milionari e multinazionali. Siamo in Lussemburgo, sede di alcune tra le più rappresentative istituzioni comunitarie. Un sistema scandaloso (è stato definito "il cartello delle tasse"). Legale, naturalmente, ma contrario al più elementare senso di giustizia (ci sono multinazionali che pagano meno dell'un per cento di imposte). Leo Sisti racconta come funziona, chi ne ha beneficiato, com'è stato smascherato. Elusione ed evasione fiscale costano alle casse comunitarie mille miliardi di euro all'anno. È decisivo partire dal tema delle tasse per dare sostanza al dibattito sull'Europa. Per riconquistare un sentimento di appartenenza. Per rispondere ai populismi di destra che vogliono un'Europa chiusa e sempre meno libera.

 

I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia 

I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia e i contromovimenti che lo combattono

I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia e i ... - Pino Arlacchi

Ecco la minaccia più grave che incombe sul pianeta: l'attuale sistema finanziario ultraglobalizzato, che deprime la crescita economica, aumenta la disuguaglianza, impoverisce la gente, e diffonde insicurezza e paura del futuro. Sono quasi cinquant'anni che il capitalismo dei mercati finanziari ha preso il potere in Occidente. La sua ideologia è il neoliberismo, un pensiero unico che prevale nel mondo accademico, nella società civile e nella politica, a destra come a sinistra. L'Unione europea ne è diretta espressione e la superburocrazia che la governa in condizioni di pesante deficit democratico agisce con la complicità dei media, per lo píù allineati a questo strapotere. Ma i padroni del mondo attuale non sono inamovibili. Come spiega Arlacchi, sono in campo contromovimenti che li combattono. L'economia sociale di mercato della Cina e dell'Asia orientale già contrasta la deriva neoliberista. E stanno inoltre emergendo formazioni di riformatori, conservatori, fascisti, socialisti e populisti prodotte da un grande scontento verso il mercato che mobilita tutti, da Corbyn a Trump a Le Pen. È questo il dato nuovo. All'orizzonte ci sono il declino dell'Occidente dominato dal capitale finanziario, il tramonto incruento della tutela americana e un ordine mondiale multipolare più pacifico e progressivo.

 

 

Guerres et conflits armés au XXIe siècle

Comprendre les causes des conflits dans le monde

Guerres et conflits armés au XXIe siècle Dirigé par Benoît Pelopidas et Frédéric Ramel Sciences-Po Les Presses, 277 pages, 29...

 

 

IUS

DI Aldo Schiavone

Ius

L'invenzione del diritto in Occidente

Einaudi

Il diritto è una forma di disciplinamento sociale che ha invaso la modernità, ma la sua nascita rimanda per intero alla storia di Roma. Aldo Schiavone ricostruisce questa vicenda con passione e lucidità, seguendone la trama attraverso i secoli e muovendosi dalle origini piú remote sino alle soglie del mondo tardoantico. Un vasto affresco storico e un serrato saggio d’interpretazione sui tratti fondamentali della macchina giuridica occidentale e del discorso che le si è costruito intorno: il formalismo, la pretesa neutralità, i rapporti con il potere politico. Ambienti, personaggi, quadri concettuali, ideologie che hanno segnato la nostra storia e che qui sono analizzate in un continuo contrappunto tra antico e moderno, tra pensiero romano e tradizione europea.

 

 

Il colpo di Stato di banche e governi

Il colpo di Stato di banche e governi. L'attacco alla democrazia in Europa

Luciano Gallino - Editore: Einaudi

La crisi che stiamo vivendo è stata sovente rappresentata come un fenomeno naturale imprevedibile: un terremoto, uno tsunami. Oppure come un incidente capitato a un sistema, quello finanziario, che di per sé funzionava perfettamente. In realtà è stata il risultato di una risposta sbagliata, di ordine finanziario, che la politica ha dato al rallentamento dell'economia reale in corso da lungo tempo. E non, come afferma Bruxelles, il prodotto del debito eccessivo che gli Stati avrebbero contratto a causa della crescente spesa sociale. Al contrario è stato favorito lo sviluppo senza limite delle attività speculative dei grandi gruppi finanziari. Avere lasciato il potere di creare denaro per nove decimi alle banche private è un difetto che sta minando alla base l'economia. E questo con la complicità dell'intero sistema politico e finanziario (la Bce, la Fed, la Banca d'Inghilterra, i fondi speculativi e quelli sovrani, i governi e la Commissione europea). Poche decine di migliaia di individui, i responsabili, contro decine di milioni di vittime. Senza contare che per rimediare ai guasti del sistema finanziario le politiche di austerità stanno generando pesanti recessioni: nell'intento di proseguire con ogni mezzo la redistribuzione della ricchezza dal basso verso l'alto in atto da oltre trent'anni.

 

 

Evasion fiscale, les secrets d'un système

Evasion fiscale, les secrets d'un système

100 pages de faits, d’analyses et d’explications sur le système d’évasion fiscale... Des contributions prestigieuses : Eric Bocquet - Pierre Ivorra - Monique Pinçon-Charlot - Jean Ziegler… Des exemples concrets : Bernard Arnault, Bono, Wirlpool, Le Pen, Apple, Balkany, Nike… Dos carré collé - format 20x26

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Pascià. Il clan dei casalesi è nato in una discoteca

di Salvatore Minieri

Edizioni Italia

Duemila anni di segreti, tra le notti del golfo più agitato del Tirreno. Dal misterioso e spietato Mamurra a Gramsci, dal sistema di potere PSI-DC fino alla storia del clan Bardellino. Dagli appetiti dei narcos colombiani fino alla prima banca, controllata dal manager massone, Aldo Ferrucci, direttore dell'inquietante discoteca "Seven Up". Dalla Banda della Magliana alle ombre sulla discarica di Borgo Montello e nei silenzi complici, intorno alla terrificante uccisione di don Cesare Boschin. Dal traffico di rifiuti tossici della nave Zanoobia alla misteriosa Renault 5 che faceva la spola tra la discarica del clan Schiavone, a pochi chilometri da Latina, e il lungomare formiano.

Ringraziamo la Sen. Vilma Moronese per la cortese segnalazione.

 

Chiesa: carisma e potere

Chiesa: carisma e potere

Di Leonardo Boff

Traduttore: P. Brugnoli

Editore: Borla

Il brasiliano Leonardo Boff, 46 anni, è uno dei più noti teologi latinoamericani della liberazione, non soltanto per le sue recenti vicende con il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della fede, ma anche per la creatività e la molteplicità della sua produzione teologica (32 libri pubblicati, oltre numerosi articoli). Ha il merito di avere elaborato la prima cristologia latinoamericana, nel contesto socio-storico di una situazione di dipendenza da cui derivano alcune priorità ermeneutiche che egli sintetizza così: partire dall'uomo latinoamericano più che dalla chiesa, primato dell'elemento utopico su quello fattuale, della dimensione critica su quella dogmatica, del sociale sul personale, dell'ortoprassi sull'ortodossia (cfr. soprattutto la sua opera "Gesù Cristo liberatore", Cittadella, Assisi 1974: l'originale è uscito a Petropolis nel 1972). Successivamente egli ha offerto contributi importanti all'elaborazione di una ecclesiologia latinoamericana. Oltre il volume che viene qui recensito (uscito nell'originale nel giugno 1981), ci sono altri due libri precedenti: "Ecclesiogenesi. Le comunità di base reinventano la chiesa", Ed. Borla, Roma 1978 (1977) e "Il cammino della chiesa", Ed. Borla, Roma 1978 (1977) e "Il cammino della chiesa con gli oppressi", Ed. Emi, Bologna 1983, (1980).

Ciò che è specifico della teologia latinoamericana della liberazione è l'avere i poveri come suoi interlocutori privilegiati, intesi storicamente, come il popolo oppresso e credente dell'America Latina che negli ultimi decenni sta risvegliandosi, cessa di essere massa amorfa, per essere soggetto, protagonista della storia, della società e della chiesa, del loro cambiamento (cfr. pp. 199-201).

Come ogni credente, Leonardo vede nella chiesa due dimensioni. Da una parte "un dono di Dio e a ragione si dice che essa è soprannaturale" (p. 160), in quanto segno e strumento della salvezza di Gesù Cristo. Dall'altra essa è anche una realtà religioso-ecclesiastica, istituzionale (cfr. p. 188). Questa dimensione istituzionale è necessaria per la realizzazione sociale e storica del suo essere sacramento di salvezza. Ma essa è una realtà storica, soggetta anche al peccato e al tradimento della sua missione. "La chiesa istituzione non nasce bell'e fatta dal cielo; è anche frutto di una determinata storia e, al contempo, prodotto della fede" (pp. 188 e ss.). Il teologo brasiliano analizza questo aspetto religioso-ecclesiastico-istituzionale all'interno delle dinamiche di una società divisa in classi, utilizzando anche il concetto del modo di produzione (cfr. il capitolo ottavo). In questa prospettiva, l'attuale struttura della chiesa cattolica appare come il risultato di "un processo di espropriazione dei mezzi di produzione religiosa da parte del clero contro il popolo cristiano" (p. 192). Ma esiste attualmente un processo inverso: "la chiesa che nasce dalla fede del popolo di Dio, o, ancor più semplicemente, la chiesa che nasce dal popolo credente e oppresso, per lo Spirito di Dio" (p. 212). Si assiste ad un processo di reinvenzione della chiesa dal basso: infatti, "sono generalmente i poveri, al contempo oppressi e credenti, i membri delle comunità ecclesiali di base. Essi costituiscono la base della società (classi popolari) e della chiesa (laici)" (p. 211 s). La riforma della chiesa, la costituzione della chiesa del popolo, della chiesa dei poveri, avviene quindi all'interno di un processo di lotta per la trasformazione della società. Riconoscendo i poveri, il popolo oppresso e credente, come soggetto e protagonista della vita della società e della chiesa, si riscopre che nella chiesa primitiva tutti i credenti erano portatori del potere sacro e solo secondariamente i ministri sacri (cfr. p. 256). Tutto il popolo è portatore storico della causa di Gesù e del suo Spirito, e al suo interno emergono carismi e ministeri che sono al servizio della comunità e della sua missione. Si cerca così un nuovo modo di essere chiesa in cui il principio strutturante sia il carisma e non il potere. Si accetta il ruolo dei preti, dei vescovi, del papa, ma si impone loro uno stile nuovo (cfr. p. 205). La chiesa della base è innanzitutto un avvenimento di persone riunite dall'ascolto della parola di Dio. Non si rifiutano l'istituzione e le sue strutture (sacramenti, dottrine, gerarchie). Ma queste realtà "non fanno da asse centrale della comunità come tale" (p. 205). Questo asse è fatto dalla parola di Dio e dai carismi suscitati dallo Spirito.

Per la mancanza di sistematicità e per il fatto di riferirsi ad un'esperienza in corso, quest'opera di Leonardo Boff è aperta a ulteriori precisazioni, aggiunte, approfondimenti e correzioni. Vorrei ora accennare ad alcuni rilievi problematici. Innanzitutto si può forse notare la presenza di una concezione terzo-mondista, in quanto sembra che soltanto ai poveri del terzo mondo venga riconosciuta la capacità di essere soggetti del cambiamento della società e della chiesa. Si ricordi però che, nei giorni delle sue recenti vicende con l'ex-Sant'Uffizio, Leonardo ha esplicitamente accennato ai possibili compiti di una teologia della liberazione nel primo mondo ed ha invitato questo primo mondo a non restare alla finestra. In ogni caso, mi sembra rimanga aperto il problema di definire correttamente l'intreccio tra le lotte di liberazione dei popoli del terzo mondo e le lotte per la liberazione, per la trasformazione della società e per la pace nei paesi del primo mondo (e anche del secondo, quelli dell'Est).

Alcuni lettori hanno trovato troppo totalizzante l'opzione preferenziale per i poveri. E altri hanno provato disagio di fronte all'interpretazione dei poveri come il popolo oppresso e credente. Rilievi fatti da europei, abituati alle tematiche della secolarizzazione, della cultura della crisi e del frammento. In realtà, il processo di secolarizzazione ha avuto in America latina forme molto diverse da quelle europee; esso ha inciso soprattutto sui settori della classe media e sull'élite intellettuale. Perciò il popolo oppresso latinoamericano è, in forte maggioranza, un popolo credente, con una pluriforme religiosità popolare che è risultato dell'intreccio tra religioni diverse, specifico per ogni paese, con potenzialità positive e negative insieme (cfr. per il Brasile, pp. 150-153, 159, 183 s, 197, 218 s, 223...).

Oggi Boffo ha smesso l'abito talare, si è sposato, e mantiene un atteggiamento critico verso Il vaticano e l'attuale pontefice.

Per quanto riguarda il pericolo delle totalizzazioni, Leonardo Boff ne è esplicitamente consapevole e lo affronta con chiarezza, anche se da un'altra angolatura. Per esempio, quando dice che il cristianesimo cattolico romano ha la tendenza ad affermare la presenza e l'identità (tra l'umano e il divino, il visibile e l'invisibile, la storia e il regno di Dio), mentre il cristianesimo protestante si caratterizza per l'affermazione dell'assenza, della non-identità. Correttamente Leonardo sostiene che si tratta di due momenti o dimensioni necessarie ma in tensione, del cristianesimo in generale (cfr. p. 137 s). In virtù della sua caratteristica, il cattolicesimo ha il vantaggio di spingere alla costruzione del regno nella storia, ma ha il pericolo di divinizzare le sue mediazioni storiche. Nella sua dura denuncia delle patologie del cattolicesimo romano (cfr. pp. 146-150) egli vede la loro radice "nell'assolutizzazione e ontocratizzazione della mediazione" (p. 147), nella formazione di un potere assoluto e totalitario (cfr. pp. 91 ss.), che ha impedito ogni possibilità di critica (cfr. pp. 148 s) ed è alla base della violazione continua dei diritti umani all'interno della chiesa. La chiesa dei poveri invece ha tra i suoi criteri principali la critica di ogni potere di dominazione (p. 106), di ogni tipo di assolutizzazione.

Anche al livello del rapporto tra fede e politica, il teologo brasiliano fa alcune distinzioni importanti che gli permettono di evitare ogni tipo di integrismo e di riduzione della fede alla politica; e che gli servono anche ad affermare l'autonomia relativa della sfera religiosa ed ecclesiastica da una parte e della politica dall'altra; e anche ad esplicitare la rilevanza storica della fede cristiana, la sua necessaria dimensione politica intesa al livello di stimolo a realizzazione nella storia, nella realtà della polis, i grandi valori della liberazione dei poveri; lasciando alla politica in senso stretto l'organizzazione, i progetti e le forme concrete di lotta per cercare questa liberazione (cfr. pp. 37-54, 192 s, 203 s, 207 ss).

Forse si può parlare di carattere totalizzante dell'opzione preferenziale per i poveri a livello dell'impegno etico e del singolo militante. Questo impegno appare troppo concentrato sui problemi della liberazione sociale, politica ed ecclesiale; e meno attento agli aspetti liberatori della soggettività corporea, delle forme della sessualità, del rapporto uomo-donna, della soggettività etnico-razziale, ecc. Ma in ogni caso si deve tenere presente che questa teologia, come le altre, è necessariamente limitata dal riferimento ai problemi e alle urgenze del suo contesto storico. Lo stesso Boff afferma i limiti della dimensione politica, anche se riconosce che oggi essa è un'urgenza, un'esigenza richiesta dallo Spirito alla sua chiesa. E aggiunge che "essa non esaurisce tutta la ricchezza della fede, che deve trovare anche altre espressioni all'interno del processo di liberazione integrale, quali l'espressione mistica, liturgica, personale" (p. 36; cfr. contro la discriminazione della donna nella chiesa, pp. 61 e ss.).

 

 

Siamo tutti puttane  

Siamo tutti puttane. Contro la dittatura del politicamente corretto

Siamo tutti puttane. Contro la dittatura del politicamente corretto

Annalisa Chirico

Editore: Marsilio

"Prostituirsi è uno scambio intrinsecamente morale. È la sublimazione del godimento della propria indipendenza privata". Così Annalisa Chirico, che si definisce "femminista pro sesso, pro porno e pro prostituzione", in questo libro si schiera a favore di chi valorizza un invidiabile décolleté, di chi adopera abilmente un carisma innato, di chi punta su una mente brillante (tratti che, si badi bene, non si escludono tra loro). "L'essere puttana sostiene l'autrice - è uno stato esistenziale, comune a maschi e femmine. Siamo tutti puttane, in senso figurato, perché cerchiamo, ognuno a suo modo, di districarci nel complicato universo dell'esistente". Dalle Olgettine al "bunga bunga" di Pasolini, dalle Sacerdotesse del Sacro Canone Femminile alle teorie controcorrente di Camille Paglia e Wendy McElroy, dall'icona pop Madonna all'esaltazione di Cleopatra. Il libro intende smontare gli argomenti di chi interpreta la "farfalla di Belén" o l'esibizione del corpo della donna in pubblicità come forme di degradazione della dignità femminile. Fino all'estrema provocazione: la prostituzione non esiste, ma "possediamo tutti quanti, maschi e femmine, un pizzico di quella "furbizia orientale" che ci rende profondamente liberi di sgomitare per autodeterminare la nostra vita".

Alberto Mingardi La verità, vi prego, sul neoliberismo

 

 La verità, vi prego, sul neoliberismo

di Alberto Mingardi

editore Marsilio

In un mondo in cui ogni giorno si alzano nuovi muri e lo scontro politico si fa sempre più acceso, un nemico comune unisce destra e sinistra, populisti e democratici, reazionari e progressisti. Che siano le aziende a delocalizzare, l’«immigrazione selvaggia», la precarietà del lavoro o il diffondersi del virus Ebola, il libero mercato, il capitalismo o, nella sua definizione più abusata, il «neoliberismo» è il capro espiatorio perfetto per tempi confusi, l’elefante nella stanza che tutti, quando ce n’è bisogno, additano. A livello sia mediatico sia politico, il pregiudizio verso questo presunto ordine mondiale dipinge una realtà governata in segreto da una Spectre di economisti responsabile della distruzione di ogni garanzia sociale e di aver arricchito una ristretta cerchia di speculatori senza scrupoli, a scapito del novantanove percento del mondo. La soluzione per ovviare a queste tragedie sarebbe sempre la stessa: più leggi, più controlli, e quindi più Stato. Per sfatare la presunzione di chi pretende di saperne di più di milioni di persone che ogni giorno comprano e vendono beni e servizi, Alberto Mingardi ridimensiona il mito del mercato pervasivo e tirannico, e ripercorrendone la sua vera storia mostra come in realtà, nell’ultimo decennio, di politiche neoliberiste ce ne siano state meno di quanto si crede. Il che è paradossalmente un problema: è a quel poco di neoliberismo, infatti, che dobbiamo crescita e prosperità.

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Con i rigraziamenti dello staff all'On.Senatore Gabriele Albertini per la Sua cortese collaborazione.

 

 

Il rovescio della libertà.

Tramonto del neoliberalismo e disagio della civiltà

di Massimo de Carolis

editore quodlibet

Il ristagno economico, l'esplosione delle disuguaglianze e l'esasperazione dei conflitti annunciano oggi il tramonto del modello politico che, nei decenni scorsi, ha ispirato l'azione dei maggiori apparati di governo e ha rimodellato alla radice lo stile di vita di milioni di persone. È il paradigma etichettato come neoliberalismo, basato sull'assunto antropologico che vivere, in una grande società, debba significare essenzialmente stare sul mercato: partecipare allo scambio collettivo e concorrere, così, alla genesi di un ordine spontaneo, troppo complesso e imprevedibile per essere ingabbiato in un progetto disegnato dagli esperti o nei decreti di un'autorità sovrana. Questo libro ricostruisce dall'interno la parabola del neoliberalismo, inscrivendola nell'orizzonte della crisi generale della civiltà moderna, per tentare di chiarire, infine, per quali ragioni profonde un paradigma elaborato con l'esplicita intenzione di promuovere l'intraprendenza e la creatività diffusa, non abbia alla fine partorito altro frutto che il rovescio della libertà.

 

I buoni

I BUONI

di LUCA RASTELLO

Editore: CHIARELETTERE

“Un grande romanzo tutto del nostro tempo, finalmente.”

Goffredo Fofi

“Quando parliamo di storie, Luca Rastello è il mio autore preferito.”

Enrico Deaglio

“Il libro di Rastello è un feroce ritratto della retorica del bene.”

Antonio, lettore

I BUONI lottano per salvare il mondo. Le loro crociate si chiamano «progetti», il loro dio è la legalità. A guidarli c’è don Silvano. Lui è l’uomo santo con il maglione consumato e lo sguardo sofferente che predica sulla strada e nel palazzo, vicino agli ultimi e ai politici, alle rockstar, ai galeotti e ai magistrati. È nel suo tempio che approda Aza, ragazzina dei cunicoli, esile e fortissima, scampata a un passato di fogna e violenza con la forza dell’ambizione: a lei Silvano onnipotente ha concesso una lingua nuova, una casa, una carriera, persino un amore. Le ha dato la vita. Pazienza allora se il tempio è cartongesso, se la lotta è solo nei toni con cui si pronunciano parole di conciliazione: Aza dovrà tenere stretta la corda che la lega a don Silvano fino a scorticarsi le mani. Anche quando, attorno, ogni cosa comincia a precipitare. Luca Rastello ha scritto un romanzo lucidissimo e feroce, capace di mettere a fuoco ciò che è sotto i nostri occhi e che pure – per negligenza o istinto di conservazione–non vogliamo vedere. Ma non c’è retorica che possa reggere alla verità della letteratura. E a sentirci scoperti, alla fine, siamo noi: il nostro bisogno di convivere con il male fingendo di combatterlo, la necessità di accettare un mondo che ci stritola, abitandolo sotto anestesia.

 

 

Aristodem

ARISTODEM

di DANIELA RANIERI

Editore: PONTE ALLE GRAZIE

Chi sono gli aristodem, gli aristocratici democratici, nuovi radical chic postideologici, e anzi «post-tutto», ma in teoria di sinistra, della già fatiscente terza repubblica? Le incoerenze politiche, i viaggi e i luoghi del cuore, le ossessioni culinarie, enologiche e artistiche, l’infatuazione terzomondista, i libri preferiti e i filmetti pieni di pathos...: capitolo per capitolo questo «pamphlet letterario», costruito come un racconto, o come uno psicodramma, attorno agli iperbolici personaggi della cinquantenne Luciana, del compagno Glauco, della figlia Gaia e dei loro esilaranti compagni – Augusta, Lalla, Similaun, Froidiana... – seziona con crudele divertimento i loro moralismi in ritardo e i loro inspiegabili lassismi, i loro cliché e le loro velleitarie aspirazioni: le loro inutili contorsioni da pseudo-intellighenzia che si vorrebbe radicale e si rivela invece profondamente moderata, si vorrebbe vicina ai «nuovi proletari» ed è inconsapevole del proprio esclusivo privilegio.

Ribaltando ogni luogo comune intorno a questi radical chic delle terrazze metropolitane, disegnandone un ritratto irresistibile e spietato che echeggia Gadda e Arbasino, Daniela Ranieri, la più raffinata e corrosiva fra i nuovi scrittori italiani, pianta una pietra miliare sul sentiero della satira letteraria, rinnovando il nobile e antico genere per i nostri anni inquieti, zeppi di cattiva coscienza e di deliranti superfluità.

UN BRANO

"Prendete la gente a quel tavolo lì, quella famiglia atroce con figli obesi, madre strillona, orribile, padre succube con dodici telefonini: siamo forse uguali, noi, a quelli? Dai, affermare una cosa del genere è puro idealismo. E quando andiamo alle urne e votiamo a sinistra perché anche quella famiglia abbia diritto a un’istruzione gratuita, a cure sanitarie (sì, pure alle terme, alle spa), siamo sicuri che li aiutiamo a ottenere quello che meritano? Non stiamo assecondando il peggior populismo, in realtà? E non è, in fondo, un atto violento? Io sto parlando da comunista."

 

 

Revolution in our lifetime.

Revolution in our lifetime. Conversazione con Loren Goldner sul lungo Sessantotto

di Loren Goldner

Editore:Colibrì Edizioni

A cura di:E. Armano, R. Sciortino

Questo libro ricostruisce il processo di politicizzazione di un giovane militante della Nuova Sinistra rivoluzionaria statunitense negli anni Sessanta, un attivista che nel '68 partecipò all'organizzazione studentesca che all'interno del campus di Berkeley (epicentro del nuovo movimento studentesco degli Stati Uniti) diede vita alle occupazioni e alle manifestazioni in opposizione all'impegno militare americano nel Sud-Est asiatico. A Berkeley era presente un ampio spettro di gruppi radicali che non esisteva in nessuno degli altri centri urbani di primaria importanza. Il libro descrive e discute le connessioni che si crearono tra le lotte studentesche e quelle delle molteplici componenti sociali che si espressero in quegli anni, fino alla nascita delle principali organizzazioni della Nuova Sinistra. Il libro nasce da una conversazione e mantiene un approccio dialogico e riflessivo. A distanza di cinquant'anni è più che mai necessario liberarsi del Sessantotto come evento memorabile e provare ad analizzare i fattori che lo hanno fatto nascere e alimentato, cogliendo i legami con ciò che lo ha preparato e le istanze forti che ne hanno fatto un punto, problematico, di non ritorno.

 

 

Canale Mussolini

Canale Mussolini

Antonio Pennacchi

Editore: Mondadori

libro originale e geniale. 40 anni di storia italiana narrate seguendo le vicissitudini di una famiglia del nord che per sopravvivere si trasferisce nelle paludi pontine appena bonificate dal regime. Da far leggere ai tanti che non sanno cosa sia stata la dittatura e cosa era la vita anteguerra.

 

Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegati ai nostri nipoti

Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegati ai nostri nipoti Luciano Gallino

Editore: Einaudi

"Quel che vorrei provare a raccontarvi è per certi versi la storia di una sconfitta politica, sociale, morale. Abbiamo visto scomparire due idee e relative pratiche che giudicavamo fondamentali: l'idea di uguaglianza, e quella di pensiero critico."

Causa fondamentale della sconfitta dell'uguaglianza è stata, per Gallino, dagli anni Ottanta in poi, la doppia crisi, del capitalismo e del sistema ecologico, strettamente collegate tra loro. La stessa crisi del capitalismo ha molte facce: l'incapacità di vendere tutto quello che produce; la riduzione drastica dei produttori di beni e servizi; il parallelo sviluppo del sistema finanziario al di là di ogni limite. A questa crisi il capitalismo ha reagito accrescendo lo sfruttamento irresponsabile dei sistemi che sostengono la vita - il "sistema ecologico"-. Il tutto con il ferreo sostegno di un'ideologia, il neoliberalesimo, che riducendo tutti a mere macchine contabili dà corpo a una povertà dell'azione politica quale non si era forse mai vista nella storia.

 

La democrazia non esiste

La democrazia non esiste. Critica matematica della ragione politica

di PierGiorgio Odifreddi

Una critica spietata dei riti del potere e della sua corruzione, tale da convincerci che non siamo cittadini di un sistema democratico e palese, ma sudditi di un regime totalitario e invisibile e anche con abitudini mafiose,

 

LETTERE DI UN Bastardo al papa

lettere di un BASTARDO AL PAPA

di Enrique Vila Torres- editore: Castelvecchi

I bambini rubati nella Spagna franchista e il silenzio di Bergoglio - micromega-online - micromega

Negli anni Quaranta in Spagna – in pieno regime franchista – inizia il traffico dei niños robado: figli dei dissidenti chiusi in carcere, tolti alle madri appena nati e affidati alla rete falangista o cattolica. Una pratica andata avanti fino addirittura agli anni Novanta e che r..... Leggete tutto ciò che sono stati capaci di fare la chiesa cattolica e il regime fascio frankista nella spagna del secolo scorso

 

Comunicazione e Politica

di Angelo Baiocchi, Comunicazione e politica, Edizioni Ponte Sisto.

Un racconto fedele, ironico e disilluso sulla politica e il suo rapporto con il cittadino

Il fallimento di qualsiasi possibilità finora di migliorare il livello, l’efficienza, direi anche la dignità della politica italiana è stato accompagnato da un progressivo deteriorarsi della comunicazione politica. Questo vuol dire che il modo con cui i politici si rivolgono ai cittadini per raccontare quello che fanno o che hanno intenzione di fare per ottenere il loro consenso, le cose che dicono, come le dicono, il loro stile, il loro linguaggio, gli argomenti su cui puntano, la maniera con cui criticano e attaccano gli avversari sono diventati sempre più scadenti e inquietanti e hanno assunto dei caratteri tendenzialmente comuni, anche se non a tutti.

In pratica questi politici continuano a titillare le emozioni dei votanti ma non l'intelligenza... se lo facessero dovrebbero rigare dritto ne potrebbero priviklegiare chi li finanzia , approfitando del sonno indotto negli elettori .

 

Il diritto di morire"

secondo Dacia Maraini -

http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-diritto-di-morire-secondo-dacia-maraini/

di Carlo TroiloIn un libro/intervista con il giurista Claudio Volpe, la scrittrice rivolge la sua attenzione ai problemi del fine vita e al tema della dignità umana, ritenendo sia giunto il momento di legalizzare l’eutanasia e criticando duramente la cultura ecclesiastica ancora ferma nelle sue reticenze.

 

La lotta di classe. Una storia politica e filosofica La lotta di classe. Una storia politica e filosofica

La lotta di classe. Una storia politica e filosoficaDi Domenico Losurdo (Laterza, 2015),una lettura originale dell’eterno scontro tra oppressi e oppressori.

Per parafrasare Marx potremmo dire che uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della lotta di classe; proprio ora che appare più evidente, come dopo la crisi del 2008, che il capitalismo non ha nulla da offrire all’umanità se non miseria disoccupazione generalizzata e guerre.

 

La ricchezza nascosta delle nazioni.

La ricchezza nascosta delle nazioni. Indagine sui paradisi fiscali - di Gabriel Zucman (Autore), S. Manzio (Traduttore)

I paradisi fiscali custodiscono capitali per almeno 7.200 miliardi di euro. Una cifra che corrisponde a circa l'8% del patrimonio finanziario mondiale. L'opacità finanziaria è all'origine delle crescenti ineguaglianze economiche e, senza che nessuno sembri accorgersene, costituisce una seria minaccia per le democrazie moderne fondate su un contratto fondamentale: tutti devono pagare le tasse su una base equa e trasparente. Le disparità sociali e le ingiustizie prosperano con facilità in un mondo in cui la ricchezza viene occultata e protetta in modi illegali. Gabriel Zucman, economista francese dell'Università di Berkeley, ricostruisce la storia dei paradisi fiscali e racconta in modo semplice e diretto come funzionano e come sono organizzati.

L'importo depositato nei paradisi fiscali, dagli evasori di tutto il mondo è senz'altro superiore a quella denunciata dall'autore,,, e viene utilizzata per le speculazioni più azzardate sui beni primari, che rendono il costo della vita sempre più pesante. A questa massa di denaro corrisponde una pletora di affamati,in tutto il mondo, e anche nei paesi più sviluppati e cosiddetti civili.

 

 

Autobiografia di una rivoluzionaria

AUTOBIOGRAFIA DI UNA RIVOLUZIONARIA

DI ANGELA DAVIS Minimum Fax

"Non intendevo scrivere questo libro. Un'autobiografia, alla mia età, mi sembrava presuntuosa." Ma questa ragazza nera, comunista, giovane filosofa allieva di Marcuse, compagna del leader delle Black Panthers George Jackson, a poco più di vent'anni era già una stella polare per i movimenti dei diritti civili, in America e non solo. E la sua autobiografia, dal momento della sua pubblicazione nel 1974, è stato un classico assoluto della controcultura. Una "narrazione esemplare", intima e collettiva, su temi importanti come il razzismo, la povertà, l'oppressione del potere

 

Collusi Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia

di Nino di Matteo e Salvo Palazzono - Editore BUR RIZZOLI

E un grido d’allarme: Cosa nostra non è sconfitta, ha solo cambiato faccia. È passata dal tritolo alle frequentazioni nei salotti buoni, facendosi più insidiosa che mai; anche se le bombe tacciono, il dialogo continua: tra politica, lobby, imprenditoria e logge massoniche si moltiplicano i luoghi franchi in cui lo Stato è assente.

  

The political pope

UN LIBRO NEGLI USA ANALIZZA CRITICAMENTE IL PONTIFICATO DI PAPA BERGOGLIO

SCRITTO DA George Neumayr (IN INGLESE)

Descrive come papa Francesco sta deliziando la Sinistra liberal e abbandonando i Conservatori”.

Sostiene che la sua mente è stata formata da tutte le eresie post-illuministe e dalle ideologie da Marx a Freud a darwin. E’ la realizzazione della visione del card. Martini di una Chiesa modernista che si adatta alle eresie dell’Illuminismo.

Neumayr cita fra i maître a penser del Pontefice Esther Ballestrino de Careaga, una fervente comunista. E Paulo Freire, autore del libro “Pedagogia degli oppressi”; e ha riabilitato, afferma Neumayr, i teologi della Liberazione.

 

Chi sono i padroni del mondo

di Noam Chomscky

LA Denuncia dei crimini perpetrati dai padroni del mondo che tengono l'umanità sotto il tallone del bisogno e della povertà. In questo volume, che è il più importante, ricco, avanzato che l’autore abbia pubblicato da oltre un decennio a questa parte e rappresenta indisputabilmente la summa aggiornata del suo pensiero politico, il grande linguista e analista politico Noam Chomsky affronta le più attuali questioni di politica internazionale: dal terrorismo che sconvolge l’Occidente alle tensioni mediorientali, con particolare attenzione al conflitto israelo-palestinese e alla «minaccia» iraniana, dalla situazione potenzialmente esplosiva al confine tra Nato e Russia al riallacciarsi delle relazioni tra Usa e Cuba, all’espansione cinese, alla liberazione dell’America latina... Lo fa costringendoci a guardare quello che è davanti ai nostri occhi ma che noi ci rifiutiamo di vedere, assuefatti al «discorso ufficiale» e prigionieri di una «memoria autorizzata» che troppo dimentica. Con la competenza e la caparbietà di un osservatore (e attivista) impegnato da più di cinquant’anni nello studio dei «sistemi di potere» e nella denuncia dei crimini perpetrati dai «padroni dell’umanità», ancora una volta ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo. E ancora una volta emerge la follia di un’umanità votata alla catastrofe, che marcia spedita verso l’autodistruzione. Ma la logica stringente e impietosa su cui si fonda il discorso lucidissimo di Chomsky non conduce alla disperazione e alla resa. Bensì a un appello. Perché, e qui risiede la vera grandezza di Noam Chomsky, resta sempre saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba, fare qualcosa per cambiare il destino di tutti. Ma in fretta. Il tempo sta per scadere.

 

 

GIUSTINIANO

- IL SOGNO DI UN IMPERO CRISTIANO SUL MONDO

DI PIERRE MARVAL - FELTRINELLI

Nel corso di circa quarantanni, il sovrano di Costantinopoli perseguì un unico obiettivo: riformare, espandere, unire il suo impero nella stessa confessione cristiana e farne la maggior potenza del mondo mediterraneo. adottando una politica religiosa punitiva nei confronti dei dissidenti, pagani o eretici. Uno dei primi promotori di sanguinari interventi contro il paganesimo e le altre religioni.

 

La nostra cruda logica

Autori vari - DONZELLI

Testimonianze di soldati israeliani dai Territori occupati.

confessioni degli stessi autori dei crimini commessi in palestina dai soldati dell'esercito israeliano per vessare i palestinesi e costringerli ad andarsene dalle loro case e dalle loro terre.

una testimonianza crudere e vergognosa che il potere cerca di occultare

 

 

La pulizia etnica della Palestina

La pulizia etnica della Palestina

DI Ilan Pappè

Fazi editore

quando l'onu nel 1948 decise di autorizzare la fondazione dello stato ebraico 600.000 palestinesi dovettero abbondonare case e terre e fuggire nei paesi vicini, chi non fuggi fu ugualemtne espropriato e rinchiuso in campi di concentramentp con le accuse più infamanti.

L'onu sapeva che gli arabi erano contrari a questa decisione ma anzichè mandare forze militari per accompagnare pacificamente questa spartizione lasciò che tutto avvenisse con le solite prepotenze del più forte e del più criminale. il risultato è il genocidio attuale dei palestinesi e una guerra che dura da 70 anni durante i quale israele ha più che tripliccato il proprio territorio originario,

Un libro indispensabile per comprendere la realtà del conflitto israelo-palestinese,per comprendere come non si tratti di una guerra, ma di una feroce occupazione, un regime di apartheid che vede origine nel genocidio etnico del 1948, preceduto da razzie, scorrerie nei villaggi e massacri già negli anni '30- '40.

 

 

Figli di un dio minore

Figli di un dio minore. Gli arabi israeliani, un “popolo invisibile” di david grossman

Quando si scrive o si parla d’Israele, viene “spontaneo” riferirsi a esso come “stato ebraico”. Ma, quasi mai, si pensa a quel 1,8 milioni di israeliani (oltre il 22 per cento della popolazione), che ebrei non sono e che quella definizione fa scomparire.il “popolo invisibile”. Sulla carta, ha gli stessi diritti dei cittadini ebrei, ma nella realtà subisce discriminazioni sociali, culturali, identitarie.

 

La fabbrica del falso La fabbrica del falso

di Vadimiro Giacchè -Amazon

La menzogna come tecnica di governo accettata e praticata dai giorvani e dalle televisioni. Paesi che si dicono democratici anche se votati solo dal 20% degli aventi diritto, e con leggi elettorali che cambiano ad ogni elezione per favorire il gruppo che la mafia politica ormai stabilizzata ha deciso di mandare allo sbaraglio con le solite scelte antipopolari ma che privilegiano solo le elites e le lobby padronali.

 

 

Gli stregoni della notizia.

Da Kennedy alla guerra in Iraq e oltre

di Maecello Foa - amazon

Come si fabbrica infornazione al servizio dei governi,La descrizione di come i governi formano l'opinione pubblica mondiale raccontando false verità. Dalle armi di distruzione di massa, alla guerra in irak e siria, alle fake news, al conflitto palestinese, sino alla scoperta che molte notizie che falsificano la verità, hanno origine da quelli stessi che ne raccolgono i benefici, Convincendo ognuno di saper pensare con la sua intelligenza e rendendolo complice dei misfatti dei potenti.

 

Manifesto capitalista

di Luigi Zingales e A. Pandolfi

Una rivoluzione liberale contro un'economia corrotta

Il sogno che il capitalismo avrebbe dato a tutti libertà e benessere si è interrotto troppo presto. Gli egoismi e l'avidità dei principali personaggi che lo interpretano ne stanno dimostrando solo i pericoli e le ingiustizie. lobby, corruzioni, monopoli, truffe ne stanno provocando i ripudio nelle classi che ne soffrono le conseguen

 

 

Ebrei contro Israele

di giulio menotti ... in vendita su amazon ..

ogni giorno ebri famosi, scrittori e artisti si scagliano contro Israele definendolo uno stato razzista che deve finiire come è finito il sud africa, oltre che per i crimini commessi anche per la sua nascita. Specie per la inesistente giustificazione della sua esistenza priva di fondamento anche sul piano morale, oltre che storico.

 

 

Il Suono del Conflitto: Storie di donne e di libertà  
di  Matthew Calber   -Amazon

le storie di 8 donne delle loro emozioni, le loro esperienze, i loro drammi. un libro diverso scritto con animo poetico.

 

La lotta di classe dopo la lotta di classe

di Luciano Gallino e Paolo Borgna - editore Laterza

la lotta che era stata condotta dal basso per migliorare il proprio destino ha ceduto il posto a una lotta condotta dall'alto per recuperare i privilegi, i profitti e soprattutto il potere che erano stati in qualche misura erosi nel trentennio precedente. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: aumento delle disuguaglianze, marcata redistribuzione del reddito dal basso verso l'alto, salari da fame, politiche di austerità che minano alla base il modello sociale europeo.aumento della disoccupazione e della povertà. servizi sanitari e scolastici sempre più deficitari

 

 

Vivere e morire di lavoro.

DVD. Con libro

DI DANIELE SEGRE SU AMAZON

Una descrizione spietata della situazione lavoro in italia.Storie di uomini e di donne nella loro drammaticità e nella loro bellezza

 

 

La prova d'amore

di s c stevens ...
Da un triangolo devastante ad un nuovo amore .. per imparare ad amare nuovamente,

 

 

La coppia imperfetta

Ceriotti Migliarese Mariolina

DOVE ANCHE I DIFETTI SONO PREGI DA AMMIRARE E ANCHE DA DIMENTICARE SE PROPRIO URTANO.

 

El gaucho

di bruno manara

NUOVA straordinaria storia in cui vicende storiche e finzione NON FANNO CHE AFFASCINARE.

 

 

Cattivi samaritani.

Il mito del libero mercato e l'economia mondiale Ha-Joon Chang

le bugie del capitalismo per salvare i propri privilegi che hanno portato solo povertà a troppi abitanti del pianeta.

 

 

La mezzaluna e la Luna dimezzata.

Islam, pseudoscienze e paranormale

Un’esplorazione documentata e divulgativa sulle credenze, il folklore e il paranormale degli Islam contemporanei

 

Oca pro nobis

di Carlo Cornaglia, Filippo D’Ambrogi, Walter Peruzzi e Maria Turchetto (Odradek). SATIRICO E VERAMENTE DOIVERTENTE per grandi e piccoli ..le verità sempre nascoste che vengono svelate ridendo

 

 

ll liberismo è di sinistra?

di Alberto Alesina e Francesco Gavazzi

La meritocrazia? È di sinistra. La liberalizzazione dei mercati? È di sinistra. La riforma del mercato del lavoro? SONO di sinistra? Sarebbero di sinistra se i trucchi . le truffe gli inciuci non ottenessero il risultato opposto- Purtroppo gli ideali storici di equità e uguaglianza delle opportunità si realizzino meglio attraverso politiche stataliste e dirigiste proposte e vinte da politici onesti.

 

 

Le libertà negate

di Michele Ainis

Le libertà negate. Come gli italiani stanno perdendo i loro diritti di MIchele Ainis pubblicato da Rizzoli

Il saggio illustra i molti casi di libertà negate e diritti coartati: da quelli dei lavoratori, a quelli malati a quelli dei consumatori, degli elettori, degli immigrati, dei poveri, di bambini e genitori. Queste istantanee compongono il ritratto di una nazione che ancora non si è resa conto di essere sempre meno libera. E non vuole rendersene conto

 

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